Può la convivialità immaginata nel lontano 1973 da Ivan Illich essere una modalità efficace per superare le crisi odierne? La risposta sembrerebbe essere affermativa, almeno per quanto vissuto alla quinta edizione del Transizioni Fest svoltasi dal 30 maggio al 2 giugno nel bioparco della Valle delle Sorgenti a Gaverina Terme (BG), sede della cooperativa “L’Innesto”. Un luogo d’incanto immerso nei boschi della Val Cavallina raggiunto da circa 200 persone per la quattro giorni dedicata proprio alla convivialità. Un tema non solo al centro dei 15 incontri, ma vissuto nella quotidianità dell’evento durante colazioni, pranzi e cene, con il pernottamento per più giorni di molte persone e durante le attività ludiche serali, dai giochi di conoscenza di We Care Bergamo alle sfide con il Pirlì (antesignano medievale del flipper), dal commovente teatro di Candelaria Romero fino alle allegre danze popolari a cura de “Lo Stivale che balla”. Uno stare insieme che ha coinvolto e messo in relazione un’umanità intergenerazionale composta da bambini di pochi anni fino a quasi ottantenni, molti dei quali coinvolti nell’autogestione del festival prendendosi volontariamente cura degli spazi, della cucina e delle altre mansioni che richiede il vivere insieme. Una coesione naturale tra partecipanti, relatori, volontari e organizzatori a riprova della forza generatrice della vita conviviale.
Tra immaginario e buone pratiche
A rafforzare l’entusiasmo comunitario sono stati gli incontri che, tra immaginazione e narrazioni di buone pratiche concrete, hanno decostruito il pensiero dominante che erode la creatività personale e sociale per rielaborarlo con visioni in cui, per dirla alla Illich, lo strumento resta alla portata di tutti, senza essere monopolizzato da specialisti o amministrazioni che ne controllano i codici, l’uso e lo scopo. Un procedere ripetuto sui vari temi, come democrazia, diritti civili, energia, tecnologie digitali e cambiamenti climatici, per riappropriarsi degli spazi di libertà e concepire un mondo in armonia con le persone e gli ecosistemi. O, come ha scritto Gianluca Carmosino su Comune-info, per costruire arche capaci di “creare spazi di autonomia e reti di resistenza comunitaria per proteggersi dalla crescente violenza delle crisi che sono inevitabilmente locali e globali”. Arche dei sogni liberi che rifiutano le logiche del conflitto come modalità di risoluzione delle controversie.
Comunità abitative a confronto
Con MAG2 abbiamo voluto contribuire con la promozione di tre incontri, il primo dei quali dedicato all’abitare condiviso, una delle forme più evolute di possibile convivialità nella vita quotidiana. Un appuntamento molto partecipato, sia per numero di adesioni sia per il dibattito che ne è seguito, con numerose domande rivolte ai responsabili delle quattro realtà invitate: Ecovillaggio Lumen di San Pietro in Cerro (PC), Ecosol Cohousing di Fidenza e le due comunità aderenti a MCF (Mondo Comunità e Famiglia), “Il Montebello” di Limbiate (MB) e “La Casa di Antonia” di Pasturo (LC). Dal confronto è emerso che il vivere insieme non solo è possibile, ma anche desiderabile, a condizione che la scelta sia fatta con consapevolezza e concedendosi il tempo necessario per progettare insieme la condivisione del vivere, meglio ancora se con l’aiuto di chi ha già intrapreso la stessa strada. Tra i molti temi discussi, il più coinvolgente ha riguardato il denaro e, nello specifico, la scelta di alcune comunità di adottare la cassa comune. Un’opzione non priva di criticità ma che, nelle esperienze raccontate, si è rivelata meno problematica da gestire rispetto a decisioni apparentemente più semplici, come la scelta di come combattere le zanzare.
Giocando per economie di comunità
Allegro e gioviale è stato l’incontro organizzato con i responsabili dei GIT di Banca Etica di Milano e Varese, abilissimi nel condurre Commonspoly, il gioco nato in contrapposizione a Monopoly e pensato per educare alla realizzazione di beni comuni. Obiettivo raggiunto durante il Transizioni Fest grazie al gruppo di “attivisti” capaci di allearsi e contrastare le azioni degli “speculatori”, intenzionati a bloccare la costruzione dei dodici beni comuni necessari per la vittoria. L’ultimo appuntamento che ci ha visto protagonisti è stato “Economie di comunità: buone pratiche in azione”, nel quale ben otto soci (tra cui il presidente e due consiglieri) hanno contribuito ad animare il pomeriggio. Un incontro prezioso per affrontare temi a noi cari, come la sostenibilità condivisa, l’economia di comunità, la collaborazione e la cooperazione.
Il Transizioni Fest è un evento promosso da Liberi Sogni e co-organizzato con altre dieci realtà.
