| Borsa di studio "Un fondo per la terra" |
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Per la progettazione di uno strumento finanziario dedicato a sostenere il diritto all'accesso alla terraCreare uno strumento finanziario dedicato alla raccolta di denaro per l’acquisto di terreni da affidare ad agricoltori, singoli o organizzati, che intendano inequivocabilmente e durevolmente produrre cibo, in modo sano (agricoltura biologica) e connesso con il sistema di consumo vicinale, mantenendo la proprietà indivisa e vincolata nel tempo all’uso spiccatamente agricolo. E’ questa la sfida lanciata dalla Fondazione di Banca Etica in collaborazione con Aiab, Banca Popolare Etica, Mag 2, Sefea e SCRET, per dare una risposta anche economica al problema del controllo della produzione di cibo all'interno dei processi epocali che stiamo vivendo. Con il così detto landgrabbing intere nazioni abdicano la propria sovranità su enormi superfici agricole a fondi di investimento stranieri o grandi corporation internazionali che le sfruttano, al pari di qualsiasi altro asset, allo scopo di produrre energia o commodities destinate al mercato internazionale, oppure come semplice strumento per azioni di speculazione finanziaria; o, all’opposto, i fenomeni di sprawl urbanistico che, erodendo lo spazio destinato all'agricoltura, disaccoppiano in maniera irreversibile la maggioranza dei “consumatori di cibo” dalle minoranze che lo producono. Il bando di ricerca è aperto a laureati in giurisprudenza, agraria, economia, urbanistica o assimilate (con tesi di laurea e/o almeno un esame universitario in diritto agrario / proprietà fondiaria) che abbiano un’ottima conoscenza della lingua inglese. Il vincitore dovrà presentare una proposta tecnico-operativa, concretamente praticabile, compatibile con il quadro normativo nazionale ed internazionale, e accessibile al piccolo risparmio.
reare uno strumento finanziario dedicato alla raccolta di denaro per l’acquisto di terreni da affidare ad agricoltori, singoli o organizzati, che intendano inequivocabilmente e durevolmente produrre cibo, in modo sano (agricoltura biologica) e connesso con il sistema di consumo vicinale, mantenendo la proprietà indivisa e vincolata nel tempo all’uso spiccatamente agricolo. E’ questa la sfida lanciata dalla Fondazione di Banca Etica in collaborazione con Aiab, Banca Popolare Etica, Mag 2, Sefea e SCRET, per dare una risposta anche economica al problema del controllo della produzione di cibo all'interno dei processi epocali che stiamo vivendo. Con il così detto landgrabbing intere nazioni abdicano la propria sovranità su enormi superfici agricole a fondi di investimento stranieri o grandi corporation internazionali che le sfruttano, al pari di qualsiasi altro asset, allo scopo di produrre energia o commodities destinate al mercato internazionale, oppure come semplice strumento per azioni di speculazione finanziaria; o, all’opposto, i fenomeni di sprawl urbanistico che, erodendo lo spazio destinato all'agricoltura, disaccoppiano in maniera irreversibile la maggioranza dei “consumatori di cibo” dalle minoranze che lo producono. Il bando di ricerca è aperto a laureati in giurisprudenza, agraria, economia, urbanistica o assimilate (con tesi di laurea e/o almeno un esame universitario in diritto agrario / proprietà fondiaria) che abbiano un’ottima conoscenza della lingua inglese. Il vincitore dovrà presentare una proposta tecnico-operativa, concretamente praticabile, compatibile con il quadro normativo nazionale ed internazionale, e accessibile al piccolo risparmio.
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